Perchè è nostro dovere difendere il mare

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Il 17 Aprile si vota. Lo saprete già e la mia voce si aggiunge alle tante che nelle scorse settimane si sono schierate per difendere l’una o l’altra ragione. Io non ho le competenze tecniche per fare un post sulle ragioni del sì o del no, ma per fortuna ho la capacità di leggere,  d’informarmi e di  farmi una MIA IDEA e, con quella, entrare nel seggio per esprimere il mio voto.

Partiamo da qui: nel nostro Paese si vota così raramente che sembra sia tutto già deciso a tavolino… dopo anni arriva un referendum e cosa ci “suggeriscono”? Di astenerci! Beh, io trovo sia invece fondamentale votare, SOPRATTUTTO quando ci si trova di fronte ad un quesito referendario. Perchè? Perché possiamo far sentire la nostra voce non su questo o quel politico ma su questioni d’attualità che riguardano tutti noi e perché, citando Gramsci

“Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? […] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Cosa mi porterà a mettere la crocetta sul sì?

  • Innanzitutto quello che ho letto (e vi assicuro che non ho letto solo il materiale proposto dagli ambientalisti, anche perché tutte le forme di estremismo non mi piacciono): uno degli articoli più esaustivi che ho letto è questo e lo condivido con voi: la morte fossile dell’Italia
  • poi il mio amore incondizionato, da brava siciliana DOC, per il mare (e quindi il timore che aumentino i problemi locali indotti dalle piattaforme petrolifere nei nostri mari e l’inquinamento dei fondali circostanti i pozzi, visto che già l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha rilevato che nel 70% delle piattaforme siano presenti sedimenti con contaminazioni superiori ai limiti fissati dalle norme comunitarie);
  • e poi… beh, poi un pensiero che può sembrare utopico/poetico (quasi alla ‘Imagine‘ di Lennon) ma che è quello che più mi motiva. Farlo per le generazioni future. Far vedere ai bambini di oggi e a quelli che nasceranno che quando in Italia, nel 2016, si è chiesto agli italiani se rinnovare o no le concessioni dei giacimenti di gas e petrolio entro le 12 miglia dalla costa, gli Italiani hanno difeso il mare e hanno creduto che un futuro più ecosostenibile, basato sulle energie rinnovabili, non fosse solo possibile, ma anche NECESSARIO.

Fino ad ora siamo stati fin troppo bravi a distruggere il nostro Pianeta… e se iniziassimo a difenderlo? Se capissimo che tra poco non ci sarà più niente da “spremere”e da trivellare?

Starai pensando: ma tu non ti occupi di psicologia e di fotografia? Che c’entra questo post? Apparentemente niente. Ma è un articolo sull’importanza del CAMBIAMENTO. E se dico sempre ai miei pazienti che il cambiamento è possibile e che devono cambiare loro in primis se vogliono vedere il cambiamento intorno, se dico ai bambini del laboratorio di fotografia terapeutica che devono allenarsi a cambiare prospettiva e a guardare la realtà che li circonda da quanti più punti di vista possibili… beh, potrò estendere il concetto anche a un tema importante e attuale come quello della difesa dei nostri mari, no?

Dimostriamo ai nostri bambini che possono essere migliori di noi, che possono cambiare rotta, che possono creare energie che via via andranno sostituendo il gas e il petrolio e che noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di contribuire a questo cambio di rotta con il nostro al Referendum!

Lo so, qualcuno di voi avrà sulla punta della lingua qualcosa del tipo: “quindi da domani smetterai di usare la bombola a gas per cucinare, non guiderai più la tua automobilina a benzina e non comprerai più cose in plastica, visto che sono fatte col petrolio?” No. Ho già detto a inizio articolo che gli estremismi non mi piacciono, ma ti rispondo così: offrimi delle alternative e le userò. La strada delle rinnovabili esiste già, dobbiamo solo avere il coraggio, come Stato e come singoli LIBERI cittadini, d’imboccarla.

Questa settimana continuerò a trattare l’argomento sulla mia Pagina Facebook attraverso altri pensieri, fotografie, canzoni, video… quindi se non ci sei già, inizia a seguirmi! Ti aspetto!

 

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