L’arte della consapevolezza e la pausa caffè.

©chiarascattinaCatania, 17 Febbraio 2017.

Qualche giorno fa ti ho mostrato una foto sulla mia Pagina Facebook e ad essa ho associato una frase nella quale credo molto:《Il momento giusto per rilassarti è quando non hai tempo per farlo》 S.J.Harris

Pensaci. È proprio quando ci sentiamo sopraffatti dagli impegni, dalle nostre giornate sempre uguali, sempre in affanno, sempre cariche di scadenze che fatichiamo ad essere produttivi, creativi e questo ci fa restare centrati sui problemi piuttosto che sulle soluzioni.

Abbiamo tanto da fare? Non troviamo l’ispirazione? Non riusciamo a concentrarci? In questi casi non dobbiamo spingere il piede sull’acceleratore. Dobbiamo mettere la freccia, accostare e ritagliarci qualche minuto per noi, concedendoci una pausa dalla frenesia quotidiana.

Per farlo viene in nostro aiuto una tecnica che ci permette, attraverso la respirazione e  la consapevolezza, di riconoscere le abitudini mentali che ci fanno cadere in trappola e di tirarcene fuori, riscoprendo la nostra creatività e i nostri talenti.

Sto parlando della Mindfulness. L’avrai già sentita nominare e se l’hai già praticata sai che grazie a lei è possibile ridurre lo stressaumentare la consapevolezza, scatenare la curiositàincrementare le tue capacità decisionali.

Amo questa tecnica perchè viaggia sulla stessa lunghezza d’onda del mio motto, ovvero: osa cambiare, cerca nuove strade. Infatti ci può aiutare a non fare affidamento solo sugli schemi di pensiero consolidati (e spesso disfunzionali) che ci portano a ripercorrere all’infinito le solite vecchie strade. Questi schemi ci fanno pensare sempre meno e lasciano sempre più il controllo al pilota automatico.

Ma spesso per passare dalla posizione in cui siamo a quella in cui vorremmo essere i pensieri logici e automatizzati non bastano. Bisogna fare un salto immaginativo. Bisogna passare ad una modalità in cui il mondo lo conosci direttamente attraverso i tuoi sensi, senza che il pensiero faccia da intermediario. In cui lo sperimenti e  lo tocchi con mano. L’arte della Mindfulness (o lucida consapevolezza) scaturisce proprio da questa modalità.

Il cardine attorno a cui ruota è proprio re-imparare a prestare attenzione piena e consapevole alle attività quotidiane. Lo so, sembra impossibile, ma non lo è perchè nell’attimo prima che s’inneschi il pilota automatico c’è uno spazio per la scelta e la mindfulness t’insegna a riconoscerlo, offrendoti la possibilità di decidere come reagire. A volte sarà bene che parta il pilota automatico, altre no. Ma sarai tu a decidere, consapevolmente. 

Questi concetti non possono non farmi venire in mente due grandi nomi: Bruno Munari e Gianni Rodari. Le vite di entrambi sono state votate a formare dei bambini e degli uomini capaci di immaginare e di guardare oltre.

Per Rodari

è creativa una mente sempre al lavoro, sempre a far domande, a scoprire problemi dove gli altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti, che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire dai conformismi. (G. Rodari)

Ed anche per Munari

la creatività forma un’intelligenza elastica, una mente libera da preconcetti d’ogni genere, pronta a modificare le proprie opinioni quando se ne presenta una “più giusta”, in quanto la creatività si forma e si trasforma continuamente.

bruno munari-forchette parlanti

Le forchette parlanti. “Questo delle forchette è un gioco, una specie di ginnastica mentale, come quello che faccio con i bambini”. B.Munari

Ma diciamoci la verità. Abbiamo perso un po’ tutti la capacità di esplorare giocosamente il mondo come fanno i bambini. E questo nostro disimparare porta con sé un aumento dell’autocritica ed un avvizzire della nostra innata curiosità. Un degli obiettivi primari che mi pongo quando utilizzo questa tecnica è quello di aiutarti a non stroncare le tue idee sul nascere perchè anche dalle idee apparentemente mediocri o grezze possono nascere grandi idee, più ispirate e brillanti. La creatività è un processo, non un prodotto.

Un modo semplice e piacevole per accostarsi alla meditazione mindfulness è la meditazione del caffè. Il caffè del mattino, la pausa caffè, il caffè dopo pranzo sono rituali più o meno consolidati nella vita di tutti noi. Ma proprio per questa loro ricorsività solo raramente si trasformano in una vera e propria pausa consapevole. Spesso si svolgono trangugiando in fretta la caffeina contenuta nella tazzina, come fosse carburante, per ripartire più in fretta di prima. Insomma, è proprio una di quelle attività quotidiane che facciamo col pilota automatico inserito.

E se invece provassimo a fare questa nostra routine come se fossimo principianti? Quante esperienze sensoriali in più riusciremmo a captare? Quante scoperte tattili, olfattive, visive, gustative si aprirebbero davanti a noi? Rallentiamo. Focalizziamo. Assaporiamo. Facciamo una VERA pausa caffè.

Attenzione! Se nel prepararlo o nel berlo non riuscirai a restare con l’attenzione solo sul caffè perchè i pensieri vagabonderanno, no problem! Non dovrai far altro che osservarli con curiosità e gentilezza, senza scacciarli, senza deriderli, senza sottovalutarli. Potrai sorridere internamente, guardarli un attimo con consapevolezza e tornare sul caffè.

Io stamattina mi sono spinta ancora oltre e ho fermato con degli scatti tutta la sequenza di passaggi, dalla preparazione della moka al suo lavaggio finale (e ringrazio le mie mani per aver fatto foto e caffè contemporaneamente! Special guest la mano sinistra che ha anche fatto da modella.)

Spero che questo articolo ti abbia incuriosito (no, non ho usato questo termine a caso!). Se ne vuoi sapere di più scrivimi pure… e chissà che non capiti presto un’occasione per scoprire insieme l’arte della consapevolezza.

Chiara

 

 

2 pensieri su “L’arte della consapevolezza e la pausa caffè.

  1. Civetta Chiacchierina ha detto:

    Bellissimo quanto interessante post. Da anni sto cercando di trasformare le mie pause caffè in CERIMONIA DEL CAFFÈ dove ogni gesto si prende il suo spazio e il suo tempo. Non sempre ci riesco ma approvo a pieno l’arte della consapevolezza.

    Mi piace

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