Di cosa mi occupo

 “Piacere, sono Chiara Scattina, psicofotografa, esploratrice di storie ed immagini“.

E sì, vorrei davvero presentarmi così. Ma nella realtà, quando mi si chiede quale sia la mia professione, finisco col dire: “sono psicologa, ma faccio anche la fotografa e in più mi occupo di fototerapia e fotografia terapeutica”.

Mentre percorrevo l’iter che mi ha portato a diventare la psicologa libera professionista che sono oggi, ho iniziato ad appassionarmi di fotografia, a studiarla da autodidatta e ad usarla anche come strumento proiettivo e introspettivo, soprattutto attraverso l’autoritratto.

In un articolo a cui tengo molto ho spiegato cosa mi spinge a coltivare parallelamente queste due grandi passioni e a sfruttare tutte le mie potenzialità. Clicca qui per andare all’articolo o (se sei pigro) leggi gli screenshot qui sotto:

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La mia professione di terapeuta mi ha permesso di entrare in contatto con un gran numero di persone e di realtà: ho lavorato per anni nel campo delle disabilità e ho condotto delle ricerche nel settore dei Teatri delle diversità; ho toccato con mano i vissuti di chi entra nelle comunità per disabili psichici e nel reparto di psichiatria dell’Ospedale Garibaldi di Catania; ho aperto, poi, il mio studio e ho concentrato le mie energie nell’esplorare, di volta in volta, la storia che ciascuno porta con sé. Mi sono specializzata nell’offrire percorsi di benessere, crescita personale e di autorealizzazione e consulenze finalizzate al superamento di disturbi depressivi e d’ansia, mediati dall’utilizzo di varie tecniche: mindfulness, tecniche di rilassamento, visualizzazioni guidate, dialogo e problem solving strategico e fototerapia.

Le tecniche di Fototerapia utilizzano gli scatti personali e le foto di famiglia dei pazienti in terapia — insieme a sentimenti, ricordi, emozioni, pensieri e alle informazioni che queste foto evocano — come catalizzatori nella comunicazione terapeuticaJudy  Weiser, psicologa arte-terapeuta e coach di fototerapia, riassume le varie tipologie di foto in cinque categorie:

  • il processo proiettivo;
  • il lavoro con gli autoritratti;
  • il lavoro con le foto dei pazienti scattate da altre persone;
  • il lavoro con le fotografie scattate o collezionate dai pazienti;
  • il lavoro con gli album di famiglia ed altre fotografie autobiografiche.

La fotografia, usata come strumento di facilitazione, consente di lavorare in maniera protetta e approfondita sulla propria immagine di sé e sulla propria visione della realtàInoltre il mediatore fotografia offre la possibilità di narrare di sè in modo inedito (poichè si diventa spettatori di se stessi) o di guardare uno stesso oggetto/soggetto da  più punti di vista.

Ma la fotografia, questo è bene sottolinearlo, non è terapeutica di per sè e non è detto che ci sia un disagio da curare, un malessere da tirare fuori o un nodo da sciogliere. Al di fuori del setting clinico non si parla più di Fototerapia ma di:

 FOTOGRAFIA TERAPEUTICA. Sempre seguendo le indicazioni di Judy Weiser, la fotografia è terapeutica quando:

  • Aumenta la conoscenza e la consapevolezza di sé;
  • Migliora le relazioni;
  • Attiva cambiamenti sociali positivi;
  • Diminuisce l’esclusione sociale;
  • Aiuta la riabilitazione;
  • Rafforza le comunità e le relazioni interculturali;
  • Porta l’attenzione sui temi dell’ingiustizia sociale;
  • Affina le competenze di lettura dell’immagine visuale;
  • Migliora l’educazione;
  • Promuove il benessere.

In un momento storico in cui “scattare” è una moda e la foto è un potente oggetto di scambio e di interazione (lo vediamo quotidianamente sui social network), io mi occupo di strutturare percorsi che aiutino ragazzi ed adulti ad usare questa tecnologia e questo meraviglioso strumento comunicativo in modo più creativo, consapevole e stimolante, puntando sul “cambiamento di punto di vista”, ovvero sull’esplorazione delle molteplici (e meno usuali) potenzialità espressive del mezzo fotografico e sulla possibilità di leggere la realtà e leggere se stessi attraverso le immagini. La fotografia, così, può diventare occasione di crescita personale.

Ora sai come posso aiutarti… lavoriamo insieme?