Le ntuppatedde, il femminile che si libera

#ntuppatedde © chiara scattina

Quest’anno, finalmente, sono riuscita a fotografare le #ntuppatedde.

L’idea, nata ancora prima di incontrarle, era quella di raccontare le loro singole identità, i loro volti e i loro gesti, spogliandole del festoso frastuono che avevano intorno, del loro danzare a suon di banda, del loro volteggiare tra la folla e intorno alle candelore della festa di Sant’Agata.

M’interessava esaltarne la presenza, la dignità di donna, l’affermazione di sé che, dietro quei veli, in realtà si svela raccontando il diritto alla libera espressione e il diritto alla migrazione. E così, fotografando loro, mi sembra di aver fotografato anche la nostra Agata, perchè Agata siamo tutte noi, nel momento in cui affermiamo noi stesse e le nostre idee. Libere da ogni imposizione.

In rete trovate molto per approfondire l’origine delle ntuppatedde, il loro legame con la festa della patrona di  Catania Sant’Agata e la loro reintroduzione nella festa, nella giornata del 3 Febbraio, sotto forma di performance. Io mi “limito” a mostrarvi le foto del mio progetto, citando prima le parole con cui Elena Rosa, ideatrice di questa performance, ha accompagnato l’evento:

 

“È il femminile che si libera in una festa organizzata prevalentemente da un sistema gerarchico patriarcale. È la natura che fiorisce. 
Un incitamento al risorgere del femminile, perché è del femminile la terra. La donna creatura e creatrice, la donna protettrice e guerriera, a difesa della terra senza confini e senza padroni. Migrare è il naturale viaggio di chi desidera mutare a “nuova vita,” a nuovi orizzonti, a nuova fioritura. Un fiorire verso una condizione della contemporaneità che ci fa desiderare di ribaltare il mondo, di rivoluzionarlo e stracciarlo dal suo stesso essere mondo per riportarlo a essere terra, metamorfosi e cominciamento.”

 

© #ChiaraScattina
3 Febbraio 2019 #Catania

 

La fotografia è memoria

#olocausto-8_ ©chiarascattina

La FotoTerapia parte da un presupposto: la maggior parte delle informazioni che assorbi non è codificata verbalmente. La traduci in linguaggio solo quando vuoi rendere comprensibile ad un’altra mente qualcosa che risiede nella tua mente.

Il terapeuta può quindi usare le tecniche non-verbali della FotoTerapia come strumento di interazione e di comunicazione, perché le parti di te che usano il linguaggio simbolico capiranno. L’alfabetizzazione visiva ti permette di comprendere attraverso gli occhi, di costruire significato con le immagini che osservi, di comunicare al di là delle eventuali differenze linguistiche.

Quindi se è vero (e lo è) che la Fotografia è un linguaggio e se è vero (e lo è) che un’immagine può dire più di mille parole, le fotografie possono raccontarci storie. E possono raccontarci la storia. Anche le pagine più atroci della nostra storia. Continua a leggere

La mia parola dell’anno

#berlino 2018_chiara scattina

Autoritratto, Berlino 2018 © Chiara Scattina

 

Il mio 2017 ha avuto come parola dell’anno

POSSIBILE Continua a leggere

L’arte della consapevolezza e la pausa caffè

©chiarascattina

Qualche giorno fa ti ho mostrato una foto sulla mia Pagina Facebook e ad essa ho associato una frase nella quale credo molto:《Il momento giusto per rilassarti è quando non hai tempo per farlo》 S.J.Harris Continua a leggere

Storia di un tentativo di fecondazione assistita di una donna affetta da endometriosi [foto e parole]

#Miacaraendometriosi, hai portato nella vita mia e di Mario un’esperienza in più. Un’esperienza che per anni ho detto con fermezza che non avrei mai provato. L’ingresso nel “meraviglioso” mondo delle PMA (procreazioni medicalmente assistite).

PMA è un progetto fotografico nato più da un’esigenza di pancia che da una consapevole volontà narrativa.

Ed il ventre, fisico e metaforico, ne è protagonista.

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#1su10 L’endometriosi è invisibile, ma noi no

Un anno fa riuscivo, in un modo che ancora mi stupisce, a raccontare attraverso parole ed immagini la  #miacaraendometriosi.


Nel frattempo la vita e l’endometriosi mi hanno dato altri 3 cazzotti ben assestati, sotto forma di 3 embrioni che non sono riusciti a sopravvivere in questo mio utero tutt’altro che accogliente. (Anche questo l’ho raccontato attraverso delle foto e ne ho anche scritto, perché credo che sulle fecondazioni assistite manchi tanta informazione e tanta empatia, ma per ora resta tutto in bozza, in attesa di sentirmi pronta).
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Mindfulness e pittura intuitiva

#mandala-1

In vista del ciclo di laboratori “Mindfulness e pittura intuitiva” (Ottobre- Novembre 2017), nati dalla collaborazione (biennale) e dall’amicizia (ventennale) con Gabriella Trovato @Duediquadri Atelier  mi sono chiesta: come posso spiegare la mindfulness senza fare una cosa didattica? Continua a leggere

YO SOY CUBA

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inizio a raccontarti Cuba attraverso i miei occhi.

Un mese fa giravo tra le vie di La Habana, Cienfuegos, Trinidad, Remedios, Viñales e mi tuffavo nella acque caraibiche di cayo Levisa, cayo S.Maria, playa Rancho Luna ed Ancon sotto un sole cubano infuocato ed un’aria incredibilmente carica di umidità.  Continua a leggere

Da cosa nasce il mio amore per il mare?

#marescattina_CSC3122

Quando ami molto una cosa può essere utile tornare indietro con la mente per capire quando hai iniziato ad amarla. Io per esempio ricoleggo il mio primo contatto con il mare (diventato poi mio grande amore) a mio padre.

Anche in questo caso la fotografia mi ha aiutato:

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Mia cara endometriosi, fatti conoscere

#gioia-(19-di-19)web

Autoritratto, 2017 chiarascattina

La fotografia, poche settimane fa, mi ha aiutato ad iniziare a raccontare la mia convivenza con l’#endometriosi. Oggi voglio mostrarvi queste foto e raccontarla anche a parole. Perchè? Perchè è importante che se ne parli. #rompiamoilsilenzio. Seguimi.

SO DI SOFFRIRE DI ENDOMETRIOSI DA CIRCA 15 ANNI.

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