Amico fragile

 

 

Oggi è quasi inevitabile, per me, parlare di musica e fotografia e di come anche loro vadano, nel mio universo percettivo, di pari passo (tanto quanto la fotografia e la psicologia).

E’ un giorno triste. E’ stato praticamente impossibile non commuoversi per la notizia della morte di David Bowie, anche a causa della condivisione massiccia dei suoi brani da parte di quasi tutti i miei contatti ‘social’.

Io non lo sto facendo, ma v’invito a guardare anche un solo suo ritratto. Soprattutto quelli in cui guarda in camera. Il suo sguardo è magnetico e già solo così, senza ascoltare il patrimonio musicale che ci ha lasciato, riuscirete a percepire che dentro le sue vene scorrevano musica, arte, genio, eclettismo… Bowie era (e resta) un vero Artista.

david-bowie-1

Ma se è vero che una fotografia può dirci già tanto di una persona e se è vero che le immagini ci possono raccontare una storia, un’idea, un’emozione… la musica può spingersi ancora più in là.

Ve lo faccio dire da lui, il mio amato Faber, venuto a mancare sempre l’11 Gennaio, ma di parecchi anni fa.

Ho sempre pensato che la musica debba avere un contenuto, un significato catartico. Credo che la musica debba essere balsamo, riposo, rilassamento, liberazione, catarsi. A volte addirittura un tentativo di autoanalisi e, analizzando te stesso, offri una via agli altri per analizzare se stessi. Cantare, credo sia un ultimo grido di libertà. Forse il più serio. Scrivere canzoni sta diventando una responsabilità sociale, ma se ne sono accorti in pochi. Esse entrano a far parte del patrimonio culturale di un popolo, sono parte della coscienza. Fabrizio De André

Lo ricordo ancora l’11 Gennaio del 1999. Io, tirata su a pane & Faber, ho dovuto mandar giù l’idea che De André non c’era più, che non sarei mai riuscita a vedere un suo live, che non avrebbe scritto altre ‘poesie’… ma poi ho capito che avrebbe continuato ad accompagnarmi, che ci sarebbe stato sempre perchè le canzoni RESTANO, TI ENTRANO DENTRO, DIVENTANO TUE.

E allora quando ho iniziato ad usare Flickr, la prima “vetrina” sulla quale ho condiviso le mie foto, ho anche deciso di dedicargli un album nel quale associare delle mie creature a delle sue creature (cliccando qui sotto andate all’album)

Saper leggere il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura

Molte sono della mia “preistoria” fotografica, scattate con la mia prima compattina e non con la reflex, ma le amo comunque e ve le mostro con piacere. Ho ancora il sogno nel cassetto di realizzare una mostra personale dedicata a Faber, e prima o poi lo farò perchè come mi ha ricordato la mia amica Duediquadri, scrivendolo su questo tavolino da lei restaurato: I SOGNI NEL CASSETTO…FANNO LA MUFFA!

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