Imparare sorridendo e camminando

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Ci sono esperienze che lasciano tracce importanti perchè mentre ti diverti… rifletti ed impari. E allora perchè non raccontarle e condividerle?

Io sono una psicologa, non una fotografa (e comunque non amo etichettare ed etichettarmi in base alla professione). Diciamo che fotografo per diletto e per necessità. Necessità comunicativa, espressiva, introspettiva. Riconosco i miei limiti e guardo al lavoro dei grandi  con profonda ammirazione e con la convinzione che ci sia sempre da imparare. Che si possa sempre migliorare.

Occasioni come quelle dei laboratori esperienziali (altrimenti detti workshop) sono di certo fonte di crescita, confronto e arricchimento. Lo sono quando sono io a condurli utilizzando la macchina fotografica come strumento espressivo, creativo e comunicativo da dare in mano ai ragazzi delle periferie, ai diversamente abili o agli anziani, perché da ciascuno di loro imparo qualcosa. Ma lo sono anche quando rientrano in un mio percorso di formazione personale.

Partecipare al workshop Leica Akademie sulla Street Photography tenuto a Palermo da Eolo Perfido presso l’Associazione socioculturale Église il 21 e 22 Gennaio non è stato solo formativo ed utile dal punto di vista strettamente fotografico. Eolo ha rafforzato in me due convinzioni un po’ sopite:

  • mi ha ricordato che ci si deve sempre guardare intorno con sguardo attento e curioso, come se gli occhi fossero carta assorbente, anche quando si fotografa tra le vie della propria città;
  • mi ha spronato a salutare i passanti con un sonoro (e sorridente) “buongiorno!” mostrandomi che da lì diventa semplice, quasi naturale, riuscire a scambiare due parole con uno sconosciuto. In due giorni ho parlato con un numero davvero alto di ragazzi, giovani, adulti e anziani del tutto sconosciuti e a ciascuno di loro associo un ricordo, un sorriso e uno scatto. Raffaele su tutti. Un fruttivendolo ambulante dalla dolcezza disarmante, dai modi gentili e dal desiderio di farsi fotografare. Secondo me era consapevole del fatto che con un ritratto si può raccontare una storia, anzi due: la sua e la mia. E io nel suo sorriso vedo riflesso il mio.

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Il non plus ultra del weekend è stato poter scattare per due giorni interi con la Leica Q. Un vero gioiello dalle prestazioni, anche ad ISO molto elevati, impeccabili. Il 28 mm ci ha “costretto” ad avvicinarci davvero molto alle persone ma questo, l’ho già lasciato intendere, non mi è dispiaciuto affatto.

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Che dire infine di questa realtà fresca, giovane e viva dal nome Église? É un contenitore all’interno della quale dei giovani creativi propongono e diffondono cultura. E credo non ci sia niente di meglio, in una società che quasi ci anestetizza al brutto, che offrire un luogo in cui confrontarsi, riflettere, crescere, costruire e raccontare la bellezza. Un luogo in cui si sente (e uso volutamente le parole di Borsellino)«il fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo dell’indifferenza».

Sono felice di questa esperienza. Felice di essermi messa in discussione, anzi… in gioco. Felice di aver conosciuto un professionista come Eolo, felice della mia fame di conoscenza e di aver condiviso due giornate con donne e uomini che cercano di migliorarsi ogni giorno.

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La soddisfazione di impugnare e scattare con una Leica. E quando mi ricapita?? 😛

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